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Addio bugie? Twitter mette al bando quelle dei politici

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Addio bugie? Twitter mette al bando quelle dei politici

Twitter ha impostato il suo 2020 elettorale negli Stati Uniti testando una nuova funzionalità – anzi, una serie – che, se implementata su larga scala, marchierebbe a fuoco i tweet ingannevoli pubblicati dai politici o da altre figure pubbliche. Sarebbe curioso capire se quella specie di adesivo rosso piazzato sotto l’intervento riguarderà anche i post di Donald Trump, che ha fatto del social di Jack Dorsey il suo megafono preferito.

Secondo la Nbc News, la funzionalità aggiungerà appunto una specie di avviso ai tweet che il gruppo ha stabilito essere “pericolosamente ingannevoli”. Seguono, come spesso accade in questi casi, gli interventi (e i link) di alcune fonti informative attendibili firmati da giornalisti e fact-checker verificati. Dovrebbero appunto rimettere in carreggiata gli utenti su come stiano davvero le cose per quel determinato argomento. Il network riporta delle schermate di esempio nelle quali, per esempio sulle similarità fra Hiv e nuovo coronavirus, il messaggio seguente mette in chiaro che diversi altri virus condividono alcuni tratti genetici con l’Hiv. E aggiunge anche come non ci sia alcuna evidenza che il Covid-19 sia realizzato artificialmente dall’uomo, altra bufala circolata soprattutto all’inizio dell’epidemia.

Stiamo esplorando una serie di modalità per affrontare la disinformazione e fornire più dati contestuali ai post su Twitter – ha spiegato un portavoce dell’uccellino – la disinformazione è un tema critico e capiremo in quale modo cercare di contrastarla.

Ancora più critico, viene da dire, se ad alimentarla sono esponenti politici con seguiti oceanici o con ruoli istituzionali di massimo livello.

Il sistema di bollinatura, chiamiamolo così, potrebbe infatti essere accompagnato da un’altra funzionalità “a punti” che diffonderebbe le responsabilità delle moderazioni e del controllo anche agli utenti comuni. Un sistema che assegnerebbe appunto punti o badge in base all’aiuto fornito in fase di moderazione dalla community di Twitter. Il sistema chiederebbe agli utenti di valutare in che misura credano che un certo contenuto possa essere “pericolosamente ingannevole” in una scala da uno a 100. Anche in questo caso si tratta di una sorta di ipotesi di lavorazione messa a punto nelle scorse settimane: cosa e quanto verrà effettivamente lanciato si vedrà fra una decina di giorni.

D’altronde la piattaforma sta lavorando sullo spinosissimo tema almeno da un paio di anni. e come detto l’approccio scelto si è da subito distinto dal territorio grigio di Facebook. La campagna delle primarie democratiche e poi per le presidenziali statunitensi del 2020 ha ovviamente impresso un’accelerazione, anche per cercare di schivare gli “avvelenamenti” pseudoinformativi messi in campo nel 2016 dai più diversi soggetti ai fini di indirizzare i risultati.

Sempre da poco Twitter ha annunciato anche un’altra feature: gli utenti potranno segnalare i tweet che condividono contenuti fasulli o comunque di disinformazione in particolare su dove e come votare, fornendo evidentemente dettagli scorretti. Questo per quanto riguarda l’informazione. Fra le ultime funzionalità lanciate in termini di usabilità, invece, il social ha introdotto un modo per aggiungere con facilità un tweet a quelli già pubblicati. Si chiama “Crea discussione” e servirà appunto a riprendere un discorso passato senza dover ricercare i propri vecchi interventi sul profilo.

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